Appello di artisti e intellettuali: «Non compriamoli»

 

 Red. Int., ROMA, 10.9.2014 “Il Manifesto”

F35. "Incomprensibile spendere 14 miliardi quando servono soldi per scuola, lavoro e salute"

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«Spen­dere 14 miliardi di euro per pro­durre e com­prare (e oltre 50 per l’intera vita del pro­gramma) un aereo con fun­zioni d’attacco capace di tra­spor­tare ordi­gni nucleari men­tre non si tro­vano risorse per il lavoro, la scuola, la salute è una scelta incom­pren­si­bile che il governo ita­liano deve rive­dere». Ad affer­marlo sono nume­rosi arti­sti e intel­let­tuali in un appello (il cui testo com­pleto è pub­bli­cato a pagina 14) rivolto ai depu­tati di tutti gli schie­ra­menti per­ché fer­mino il pro­gramma F35, il cac­cia­bom­bar­diere pro­dotto dall’americana Looc­ked –Mar­tin e di cui l’Italia si è impe­gnata ad acqui­stare 90 esem­plari. Tra i fir­ma­tari dell’appello figu­rano Roberto Saviano, Ste­fano Benni, Alex Zano­telli, Mario Mar­tone, Toni Ser­villo, Alice Rorh­wa­cher e Asca­nio Cele­stini.
Nelle pros­sime ore alla Camera ripren­derà la discus­sione sull’acquisto degli aerei, sui quali già la com­mis­sione Difesa ha espresso nume­rosi dubbi. «Chie­diamo ai depu­tati — pro­se­gue l’appello — di soste­nere tutte le mozioni par­la­men­tari rivolte a fer­mare il pro­gramma e tutte le ini­zia­tive della società civile, delle cam­pa­gne e del movi­mento per la Pace che chie­dono la ridu­zione delle spese mili­tari a favore del lavoro, dei gio­vani, del wel­fare e delle misure con­tro la crisi eco­no­mica».
Con­tro il pro­gramma Join Straght Fighter si sono già schie­rati Sel e M5S men­tre il Pd è diviso, come dimo­stra anche la mozione pre­sen­tata ieri dal depu­tato Gian Piero Scanu. Nel testo, sot­to­scritto da soli 19 depu­tati demo­cra­tici, si chiede al governo di «rie­sa­mi­nare l’intero pro­gramma F35 per chia­rirne cri­ti­cità e costi con ’obiet­tivo finale di dimez­zare il bud­get finan­zia­rio ori­gi­na­ria­mente pre­vi­sto».
Una mozione accolta posi­ti­va­mente da Sel, anche se il par­tito di Nichi Ven­dola punta all’abolizione totale del pro­gramma. «E’ sicu­ra­mente un passo in avanti», è stato il com­mento di Giu­lio Mar­con. «Spe­riamo — ha pro­se­guito il depu­tato di Sini­stra ed eco­lo­gia — che sia con­di­visa da tutto il Pd e aspet­tiamo di sapere cose ne pensa il mini­stro Pinotti che sul dimez­za­mento è con­tra­ria. A Scanu — ha con­cluso Mar­con — vor­rei dire che è neces­sa­rio dire un secco no al pro­gramma di acqui­sto di que­sti stru­menti di guerra per­ché l’Italia non ha biso­gno di un cac­cia come quello che non fun­ziona e non porta occu­pa­zione».
Sicu­rezza del mezzo e pos­si­bi­lità di un ritorno occu­pa­zio­nale sono i due dei punti più con­te­stati del pro­gramma. In seguito a una serie di inci­denti, infatti, per­fino il Pen­ta­gono è arri­vato a met­tere in discus­sione la sicu­rezza degli F35. Per quanto riguarda l’occupazione, invece, fino a oggi si è par­lato di pos­si­bili 10 mila posti di lavoro, cifra con­te­sta da Sel che parla invece di 340 posti al mas­simo.
Adesso la parola deci­siva spetta al Pd, diviso al suo interno tra quanti spin­gono per com­prare il cac­cia­bom­bar­diere (seguendo così la volontà del pre­si­dente della Repub­blica Gior­gio Napo­li­tano, vero spon­sor dell’operazione) e chi invece pre­fe­ri­rebbe sopras­se­dere all’acquisto.